Tarantini nel Mondo
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ONORATO DI ESSERE AL VS FIANCO

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...Nel Belpaese, il paese del sole e del mare, la lingua italiana sembra ormai essere l'ultimo baluardo di una tradizione antica e florida. Eppure, nonostante la sua sconfinata generosità, non riesco a trovare le parole per descrivere il mio stato d’animo, forse troppo provato per riacquistare, gratuitamente e in tempi brevi, lucidità di pensiero. Mi abbandono, quindi, in un respiro profondo e soc...chiudo gli occhi, nella speranza di poter rifocillare la mia anima, anche soltanto per un secondo… Ma non ci riesco. Ogni tentativo si dimostra miseramente vano, come vano è lo sforzo di colui che cerca di inventarsi "pesce" pur sapendo si essere "carne". E allora senti montare la rabbia, seconda soltanto alla frustrazione. Sì, frustrazione e rabbia, perché è di questo che si tratta. E non esistono sinonimi che possano alleggerirne il peso grave, in una stagione in cui vieni divorato dalla sensazione di aver perso tutto. E anche là dove si è vinto, si rischia di perdere ancora (Cras). Abbiamo sperato che Taranto potesse voltar pagina, sganciarsi da una subcultura industriale che ha fatto e che, ancor oggi e chissà per quanto tempo ancora, continua e continuerà a fare devastazione intorno a sé, addormentando le poche menti vispe rimaste e soffocando ogni alternativa auspicabile. Ma niente, anche quella flebile speranza si è prosciugata come una goccia d’acqua nel deserto, lasciando a bocca asciutta i soliti pochi, pochissimi attivi e speranzosi “sognatori” che vogliono una Taranto migliore, che bramano una Taranto diversa, capace di valorizzare le proprie risorse naturali, storico-culturali ed umane da tradurre in un’imprenditoria vincente e soprattutto NOSTRA, capace di reinvestire nel NOSTRO (…a buon intenditor…)!!! E invece no. Taranto si è dimostrata, ancora una volta, all’altezza della sua fama più cruda: votata al nulla! Mi si chiederà, adesso, cosa c’entri tutto questo. Ebbene, c’entra molto più di quanto si possa credere, perché oggi, mentre tentiamo di disseppellirci dalle macerie della sconfitta, cerchiamo un capro espiatorio, probabilmente, però, volgendoci nella direzione sbagliata. D’Addario avrà le sue colpe, le Lega pure, gli occasionali anche, e forse, persino il Padre Eterno avrà le Sue… E allora, crocifiggiamo D’Addario, sbeffeggiamo la Lega, schiaffeggiamo gli occasionali e bestemmiamo il Padre Eterno! Ma mi chiedo: servirebbe a qualcosa? Servirebbe a restituirci Taranto e il Taranto? Credo proprio di no… E allora mi chiedo che senso abbia… Il nostro male ha radici molto più antiche…e radicate… “IL TARANTO NON E’ SOLTANTO UNA SQUADRA DI CALCIO”. Già, perché il Taranto è molto di più. E’ l’espressione più netta di questa città e, come questa città, agonizza e rischia di fallire… Ancora una volta. E allora, affinché si scongiuri questo rischio, si dà il via alla solita richiesta di elemosina, confidando nel “ricco forestiero” erto a messia. Si accomodino dunque, e riserviamo loro il benvenuto, come solo il tarantino (amante dei forestieri) sa fare. Ma sappiate che nessuno, e ribadisco, nessuno verrà mai in questa terra con l’intento di amarla ed arricchirla. Questa è una prerogativa riservata a quei pochi, pochissimi e speranzosi “sognatori”, figli di questa terra. Quegli stessi figli che oggi, alla domanda “cosa faresti se beccassi il 6 al superenalotto?”, ti rispondono: “mi comprerei il Taranto”… Quegli stessi figli che solo ieri, all’uscita dallo Iacovone, piangevano come fossero bambini (…e bambini non lo erano). Quello stesso “fratello” che ieri, all’uscita, con la voce rotta dai singulti ed indicando mio figlio piccolo, mi ha detto: “ti prego, togligliela (riferendosi alla maglia del Taranto), non farlo soffrire, non farlo attaccare…” Riuscivo a capirlo a malapena, ma le sue lacrime parlavano più di mille parole. Avrei voluto abbracciarlo, se solo avessi potuto farlo, senza tradire le lacrime che a mia volta cercavo di soffocare in gola… Piangevo dentro per la mia città, perché non voglio e non riesco a rassegnarmi a questo stato di cose. Ed oggi ancor di più, dopo aver conosciuto persone uniche (Marcello, Piero e Simone, Carlo, Angelo, Stefan, Pierluigi, Simone, Nico, Francesco, Carmine, Gianluca…solo per citarne alcune), per nulla disposte a mollare, per nulle disposte a concedere anche soltanto un millimetro e con tanta dignità, seconda soltanto all’amore che covano per questa terra, mi sento rinfrancato, meno solo e nuovamente speranzoso. Probabilmente questo sarà, per adesso, il mio ultimo post… Ho bisogno di riprendere fiato e di ricaricarmi, perché le battaglie saranno ancora tante. Ma prima di congedarmi da voi, vorrei abbracciarvi virtualmente tutti, nessuno escluso, per ciò che siete, per ciò in cui credete, e perché ho la certezza che, qualsiasi cosa accadrà, TARANTO avrà sempre il suo ZOCCOLO DURO. Ed è da lì che dobbiamo ripartire. Lo dobbiamo a Lei, lo dobbiamo a NOI e lo dobbiamo ai nostri figli. TARANTO, NON MOLLARE. MAI!!!
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PresidioSpartano

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Messaggio Mer Mag 30, 2012 11:03 am Da Taranto Rules

I love you

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